mercoledì 25 novembre 2009

Aspettando Il Sole

La tele resta spenta e non la guardo più ho un nodo in gola che è difficile mandare giù, fumo un po', sposto via la tenda, cielo grigio piombo io non lascio che mi prenda, la nostalgia che sale lentamente come mai io penso a te mi chiedo adesso dove sei cosa fai, chissà se tu avrai mai pensato a me, al nostro fuoco che bruciava e mo' è cenere. Ma tutto passa piano e pure se fa strano io sorrido perché so che oggi non ti chiamerò, quel che viene venga e mi sta bene quel che è stato è già passato e mo' il passato se lo tiene, e piove già da un tot, la pioggia bagna la mia pelle ma mi asciugherò perché so che il tempo è ciclico e so che un po' di tempo è quello che ci vuole mentre un guaglione sta scacciando il male sta aspettando il sole...
Oggi non c'è sole intorno a me salvami, risplendi e scaldaci, voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione di un guaglione...
...e oggi è come ieri ma forse è un'impressione frutto della mente di un guaglione sarà che non c'è il sole sarà che tutto sembra resti uguale sarà quel che sarà sono preso male ma nessuno chiama e non so chi chiamare cerco di schiodarmi e penso solo a quello che ho da fare uh Gesù Gesù, sono io la vittima dei demoni che tornano e che vengono a tirarmi giù i miei cattivi pensieri che mi aspettano braccano, parlano e parlano dove sono i raggi che scaldavano un guaglione dove sono gli altri della mia ballotta mo' che sono nel ciclone in dopa trovo la mia cura in dopa mischio le radici e la cultura, l'energia pura la musica mi detta le parole caccio queste rime e so che prima o poi ritorna il sole...
Oggi non c'è sole intorno a me salvami, risplendi e scaldaci, voglio il sole, cerco nuova luce nella confusione di un guaglione...
...vada come vada e va da sé conto solo su di me e già so che già sai che... Chico fa quel che s'ha da fare quando amore non c'è ... dev... dev... devo imbustare perché in tasca manca money sempre più difficile restare calmo in questa situazione sclero, non ne voglio più parto da zero so che in qualche modo devo andare su ma... non c'è più luce, solo buio che fa male non c'è più pace solo rabbia che ogni giorno sale so bene dove sono e adesso voglio stare qui, sentire il beat se sei all'ascolto vieni a prendermi rapiscimi, musica colpisci al cuore boom cha boom cha però non c'è dolore distendi le tue mani guaritrici su un guaglione mentre sta aspettando il sole...
Oggi non c'è sole intorno a me Salvami, risplendi e scaldami, voglio il sole, cerco nuova luce nella
confusione di un guaglione...

("Aspettando il sole", Neffa e i Messaggeri della Dopa, 1996).

martedì 24 novembre 2009

hereusement..

..panta rei...

martedì 17 novembre 2009

Furto di tempo

Oggi avrei preferito non tornare in ufficio dopo pranzo e rubare qualche ora a quello che sto facendo.

Avrei voluto continuare a passeggiare anzichè infilare la chiave nella toppa della portina in legno dell'ingresso,
scendere le scale lungo il Po, guardare la collina coi suoi folli colori gialli, ocra, senape, bordeaux, marroni,













far fluire i pensieri, lasciarli lì nell'acqua, molli e neutri, a galleggiare obliqui sulle onde, a impigliarsi storti nelle anse,















espirare lenta, contrarre gli addominali, inspirare a lungo fino a farmi venire il capogiro, trattenere tutto e buttar di nuovo fuori le tossine,
azzerare la memoria e cominciare da lì, dalla sponda di un fiume di una città che è la mia.

mercoledì 11 novembre 2009

Piccola magia

Con l'ipod nelle orecchie si viaggia molto più veloci dei propri passi, dell'autobus, del treno. E' come se si avesse appena ingerito una redbull o del guaranà e se ne percepissero immediatamente gli effetti energetici.
Stamattina guardando fuori dal finestrino e con una bella playlist dei Coldplay sparata a tutto volume, facevo lo sforzo di tenere gli occhi aperti verso il sole e stavo benissimo. Vedevo scorrere i palazzi, uno scorcio di azzurro al fondo della via, le vetrine ordinate dei negozi di abbigliamento, un altro scorcio della collina verso il Po, le facciate austere dei palazzi neoclassici che ospitano uffici banche uffici assicurazioni uffici e poi altri uffici.
Avevo il borsone di danza sulle ginocchia, oltre a quello poco più piccolo del lavoro, e mi sentivo molto fortunata, pur desiderando di dirigermi da tutt'altra parte, di potermi permettere di andare, appunto, a una lezione mattutina di danza, tanto per fare un esempio...
Quand'è così, penso che sia davvero un dono immenso quello di poter comunicare ed esprimersi attraverso il proprio corpo. Certo, c'è chi ne fa un lavoro (beato lui) e chi solo una passione che un giorno non lontano sarà da archiviare, chi lo sa fare in modo meravigliosamente perfetto e commovente (di nuovo, beato lui) e chi lo traduce come può, assecondando i propri limiti fisici. Però è per tutti una piccola magia.
A volte me ne dimentico.
E non dovrei mai...






Gregory Hines e
Martha Graham



“There is a vitality, a life force, an energy, a quickening that is translated through you into action, and because there is only one of you in all of time, this expression is unique. And if you block it, it will never exist through any other medium and it will be lost. The world will not have it. It is not your business to determine how good it is nor how valuable nor how it compares with other expressions. It is your business to keep it yours clearly and directly, to keep the channel open. You do not even have to believe in yourself or your work. You have to keep yourself open and aware to the urges that motivate you. Keep the channel open. … No artist is pleased. [There is] no satisfaction whatever at any time. There is only a queer divine dissatisfaction, a blessed unrest that keeps us marching and makes us more alive than the others“


(da "The Life and Work of Martha Graham")


lunedì 9 novembre 2009

Gli uomini faina

Allora, già si è parlato in modo piuttosto esaustivo delle gatte morte:
si veda questo vecchio post
Adesso c'è da porsi domande in merito al senso di esistere delle faine viscide. Non si tratta di un nuovo appellativo per un'altra categoria di donne da abolire dalla faccia del pianeta terra, ma di una specie, ahimè piuttosto diffusa, di signori.
Ebbene sì: gli uomini faina con fare da serpente. Non sono frutto di sperimentazioni genetiche di laboratorio, ma nascono come funghi nel sottobosco, tra il muschio e il terriccio umido e scivoloso, vivono nutrendosi del proprio ego piccolo ma gonfiato ed irrisolto, che non esisterebbe se non fosse riflesso in un minuscolo narcisistico stagno d'acqua, e si gongolano come pavoni senza però accorgersi di non possedere manco una piuma.
Sono quelli che ti guardano pensando che tu, piccola inerme donna, ci staresti, che non resisteresti al loro incredibile (e invisibile) fascino, che a tavola parlano a un volume tale da sovrastare tutti i discorsi degli altri commensali, che prendono di mira il signor Malaussène e lo distruggono senza pietà per il gusto di sembrare simpaticissimi, mentre, in realtà, risultano insopportabili. Quelli che passano più tempo di me ad ammirare la propria immagine allo specchio e che si vestono coi colorini abbinati. Quelli che si sentono super machos ma che riescono nell'intento dei conquistadores soltanto se rispetto alla loro possibile preda sussiste un delta di almeno quindici anni.
Poverini, gli uomini faina: qualcuno dovrebbe prendersi la briga di spiegar loro che l'epoca gli anni '80 e degli yuppies è finita, che i film dei fratelli Vanzina sono per lobotomizzati e che più ci si mette in the centre stage, più bisogna esserne all'altezza..
..e tipicamente loro non lo sono mai.

giovedì 5 novembre 2009

Domanda e risposta

"E' la prima volta che in me c'è una tale pace, perchè questa pace è diventata una certezza, una cosa che non si spiega, come la fede. So che riuscirò, e trovo del tutto naturale questa certezza assoluta priva di timore, di orgoglio, di stupore. C'è il semplice fatto che tutto il mare canta su un'ottava che non conoscevo ancora, e ciò mi riempie di una cosa che è al tempo stesso la domanda e la risposta."

(Bernard Moitessier, "La lunga rotta. Solo tra mari e cieli", 1972)

mercoledì 4 novembre 2009

Felinina

Primi posti in attesa
territori non ancora battezzati da questo amminoacido
vibrazioni contenute soffocate e compresse a forza,
tanta forza.
Vincere il solito istinto
questa volta è un dovere morale,
più faticoso del solito.
Però il gioco
questa volta varrà la candela.

martedì 3 novembre 2009

La poesia

Sono
molto
irrequieta
quando
mi legano
allo spazio.

(Alda Merini, 21.03.1931 - 01.11.2009)

venerdì 30 ottobre 2009

I choose....

Because you never know where life is gonna take you
and you can't change where you've been.
But today, I have the opportunity to choose.

Here am I now looking at 30 and I got so much to say.
I gotta get this off of my chest, I gotta let it go today.
I was always too concerned about what everybody would think.
But I can't live for everybody, I gotta live my life for me.(Yeah)
I pitched a fork in the road of my life and ain't nothing gonna happen unless I decide.

(And I choose) to be the best that I can be.
(I choose) to be authentic in everything I do.
My past don't dictate who I am. I choose. (Yeah)

I done been through some painful things I thought that I would never make it through.
Filled up with shame from the top of my head to the soles of my shoes.
I put myself in so many chaotic circumstances, but by the grace of God I've been given so many second chances.
But today I decided to let it all go. I'm dropping these bags, I'm making room for my joy.

(And I choose) to be the best that I can be.
(I choose) to be authentic in everything I do.
My past don't dictate who I am. I choose.

Because you never know where life is gonna take you and you can't change where you've been.
But today, I have the opportunity to choose. (Hey ey)
I used to have guilt about why things happen they way they did cuz life is gone do what it do.
And everyday, I have the opportunity to choose.

From this day forward I'm going to be exactly who I am.
I don't need to change the way that I live just to get a man. (NO!)
I even had a talk with my mama and I told her the day I'm grown,
"from this day forward, every decision I make will be my own." And hey!

(And I choose) to be the best that I can be.
(I choose) to be courageous in everything I do.
My past don't dictate who I am. I choose.

(And I choose) to be the best that I can be.
(I choose) to be authentic in everything I do.
My past don't dictate who I am. I choose.

Because you never know where life is gonna take you and you can't change where you've been.
But today, I have the opportunity to choose. (Hey ey)
I used to have guilt about why things happen they way they did cuz life is gone do what it do.
And everyday, I have the opportunity to choose.


















I choose, India Arie, "Testimony: Vol. 1, Life & Relationship", 2006.

martedì 27 ottobre 2009

Per scontato

Per scontato si dà il tempo.
L'inesorabile scorrere, come una piena di fango insieme ai rami secchi, alle foglie, ai cartoni che galleggiano e si incagliano nelle anse del fiume, tra le fronde, tra i massi di pietra o cemento, tra altri cartoni sfracellati, nel tempo appunto, dal loro stesso scivolare disordinato.
Per scontata si dà la stabilità delle cose.
La pace, la tranquillità, la certezza che tutto resti sempre così com'è. Fin quando non succede quel minuscolo cataclisma personale che sconvolge ogni equilibrio e, da comodamente sdraiati su un'amaca dondolante tra due tronchi di palma da cocco, ci si ritrova sull'orlo di un burrone battuto da una tormenta di neve.
Per scontate si danno le persone.
La loro presenza, il loro esserci, gli sguardi, la capacità di ascolto, le loro parole, le domande. Non si presta attenzione alle loro pesanti ripetitive opprimenti ridondanti informali richieste, quand'ecco che quelle persone non ci sono più. Sparite, inghiottite nell'oblio, irrecuperabili a volte, purtroppo, anche in modo tristemente irreversibile.
Allora si resta avvolti da un improvviso silenzio, una morbida ovatta calda e soffocante, che fa pensare che per scontato non si sarebbe dovuto dare proprio un bel niente, nè le occasioni, nè le persone, nè la mutevolezza degli eventi.