Visualizzazione post con etichetta viaggiare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta viaggiare. Mostra tutti i post

domenica 25 agosto 2013

Immagini e memoria.

Le immagini dei viaggi si incollano agli occhi in modo indelebile.
E non c'è bisogno nemmeno di andare nell'Africa Subsahariana per farne una scorpacciata.
Sono quei momenti perfetti, quegli scorci, quegli odori che fanno da collante permanente tra vista e  memoria. Click, esattamente come uno scatto fotografico.
Restano lì, perenni, e diventano materia viva al fondo di un immenso pozzo cui attingere durante il resto dell'anno. Durante l'autunno, che oggi sembra più vicino che mai, durante le serate senza senso e senza novità o quelle in cui si attende una telefonata che non arriva mai, durante le ore già buie alle cinque del pomeriggio. Durante le fatiche e le trasferte controvoglia, durante le code in centro quando per attraversare un incrocio ci si impiega il tempo di quattro semafori anziché uno, durante quelle mattinate che faticano a decollare perché fa freddo e piove e non si sa cosa mettersi addosso e il naso cola e la borsa è pesante e la testa di più.
Resteranno lì, per me, un sacco di cose, da Formentera a Barcellona alla Provenza.
Le strade percorse in motorino con in testa un caschetto da bici, la sorpresa di quanto era cristallina l'acqua e bianco e morbido il fondo di sabbia, l'odore di macchia mediterranea, il concerto in una piazza lastricata di mosaico fatto di cocci di ceramica e di azulejos, il sole che alle nove spaccate tramonta in mare esattamente di fronte a me mentre bevo un mojito.
Le montagne che conosco a memoria e che poco dopo lasciano il posto a nuove strade tutte di curve, le file di motociclisti che quando si incrociano si salutano con l'indice della mano sinistra distesa lungo la gamba, i campi di lavanda di girasoli e i vigneti, le luci ingannevoli all'ingresso della città, il gin tonic bevuto su una terrazza piena di bouganville e di sorrisi, le ramblas ombreggiate, plaza del Pi rimasta immutata da più di dieci anni, la sudata salendo a piedi al Montjuïc, il ciringuito con il flamenco dal vivo, l'antenna di Calatrava vista di notte, la lettura seduta su una panchina all'ombra insieme a proprietari di cani e bambini e anziani in cerca di fresco, il sushi a sorpresa, l'abbraccio dell'amica di un'amica che diventa anche un po' amica tua.
Scollinare i Pirenei e ritrovarsi, dopo mille curve, di fronte a un paradiso di scogli mare ombre case che sembrano nate dalla roccia. Scoprire che l'albergo è più bello di quanto ci si aspettasse. Sdraiarsi nel silenzio e nel sole di mezzogiorno. Cenare sempre esattamente nel tipo di locale che ci si era immaginato, sorprendendosi ogni volta. Salire al faro che era stato raccontato tempo prima da una persona, fare un brindisi alla sua salute, restare a guardare la luna piena che imbianca il mare laggiù. Camerieri scapestrati ma con un sorriso che farebbe perdonare qualunque torto, vino bianco ghiacciato, vento potente, un tavolo che sembra un banco di scuola affacciato sul mare aperto.
Rocce, sentieri, riserva e la natura che si riappropria del suo spazio un tempo rubatole da un villaggio turistico e poi restituitole con generosità. File di gabbiani che sorvegliano l'unica baia dov'è concesso bagnarsi.
Poi di nuovo strada, curve, facce, pini marittimi, camper da sorpassare, benzinai, cambio di lingua, di nuovo Francia, porticcioli che ne ricordano altri, forse Nizza forse la Liguria. Vigneti infiniti a destra e sinistra dell'asfalto, case di pietra, pergolati, porte verniciate di azzurro lilla grigio perla. Un cane magrissimo adottato per la durata di un pranzo e la speranza che il suo padrone non sia lontano da lì dove lo accarezzo per l'ultima volta. Vicoli silenziosi, vetrine, scorci, Van Gogh non poteva non dipingere capolavori vivendo lì.
Ancora strada, viali alberati come nelle foto di Doisneau, nuvoloni e squarci di sereno.
E poi, infine, sulle nostre teste, un arcobaleno meraviglioso.
Che unisce tutte queste immagini di una vacanza che volge al termine con quelle di vent'anni fa, come se fossero state viste solo ieri.








domenica 11 agosto 2013

Viaggi di notte

Non c'è niente da fare, viaggiare di notte è una delle cose che preferisco in assoluto.
In auto.
Ma ancor di più in treno, come ora.
E possibilmente su binari che costeggiano il mare.
La luna, stanotte, è una fettina gialla sottilissima e sulla riga che demarca l'unione tra mare e cielo si è appoggiato un cuscino di colore indefinito, un po' grigio un po' blu un po' arancione, ora non lo scorgo nemmeno più, forse è evaporato insieme all'ultimo bagliore della giornata che si chiude.
All'uscita delle gallerie cerco rapidamente in cielo quella fettina, che ogni volta è un po' più avanti o un po' più alle mie spalle, a seconda di dove piega la strada ferrata.
E nelle orecchie una suite per violoncello.
Tutto sembra, finalmente, perfetto.

venerdì 9 agosto 2013

Fortune quotidiane

Sarà il viaggio in treno, sarà il mare che mi aspetta insieme a sorrisi e sguardi e abbracci, sarà che leggo Pastorale Americana e mi sembra una delle più belle letterature straniere mai lette,
Ma oggi, anzi in questo preciso momento, mi sento la donna più fortunata del mondo,
Circondata come sono da persone meravigliose e con un mondo immenso di possibilità dinanzi a me.
E questo lo devo solo a chi fa parte della mia vita.
Sono felice.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...