Visualizzazione post con etichetta natura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta natura. Mostra tutti i post

venerdì 17 aprile 2020

"Non-so-come-chiamarlo" ai tempi del Corona Virus

Ci sarebbero un sacco di cose da scrivere in questo post.
Perché esattamente 10 anni fa proprio su questo blog raccontavo della mia scelta vegetariana, che perdura da allora.
Perché siamo in quarantena da 6 settimane a causa di una pandemia che si chiama Covid-19, volgarmente detto Corona Virus.
Perché quello stato di inebetimento, prodotto da un sentimento al quale non so e non voglio ancora dare un nome, di cui ho accennato nel post precedente, prosegue, nonostante il distanziamento sociale coatto.
Il titolo che parafrasa il romanzo di Garcia Marquez risuona solo per l'associazione istantanea che la mia mente ha fatto tra le due pandemie di co-lera e co-rona, non di certo per le vicissitudini dei protagonisti... Però questa lontananza ci obbliga tutti a riflettere tanto più - d'altronde se ne ha il tempo - quanto meno prima si era propensi a ponderare priorità, ritmi, abitudini acquisite, scelte prese non troppo consapevolmente, tempistiche discutibili e desideri profondi.
Già, i desideri.
Com'è più facile concentrarli sugli oggetti, anziché sugli eventi e sulle relazioni. (Ma qui mi fermo, perché aprirei un vaso di Pandora infinito...)
Allora butto sul tavolo tre cose che vorrei, che ho visto su una rivista sfogliata a caso e che mi hanno fatto sorridere e un po' sognare.
A volte basta proprio poco.

Questa piccola caraffa di design.



















Quest'edizione speciale di uno dei miei profumi preferiti.




















Questo libro sui giardini domestici.




giovedì 21 novembre 2013

Arctic30

Oggi scrivo un appello importante.
Molti ne saranno a conoscenza, ma chiedo a chi passa di qua di firmarlo e diffonderlo, sul proprio blog, sulla pagina facebook, via twitter, a voce. Ogni mezzo di comunicazione è un veicolo efficace per farsi sentire, visto che le istituzioni e i governi, troppo invischiati nel business petrolifero mondiale, non si muovono quanto dovrebbero e potrebbero.

30artistixArtic30


18 settembre - L'equipaggio dell'Arctic Sunrise sta protestando pacificamente contro le trivellazioni della compagnia petrolifera Gazprom, la prima destinata ad estrarre petrolio dall'Artico. Due attivisti tentano di scalare la piattaforma per appendere uno striscione, ma vengono fermati dalla guardia costiera russa.
Il giorno successivo la guardia costiera russa abborda illegalmente la nave Arctic Sunrise in acque internazionali, arrestando le altre 28 persone a bordo, tra cui l'italiano Cristian d'Alessandro. La nave viene trainata a Murmansk dove nei giorni seguenti iniziano i processi.

Gli Arctic30 erano lì per testimoniare la distruzione di un delicato ecosistema: le compagnie petrolifere approfittano dello scioglimento dei ghiacci per perforare alla ricerca di petrolio. L'Artico è un posto meraviglioso, habitat di specie uniche come orsi polari, volpi artiche. Le trivellazioni minacciano la loro casa e il clima dell'intero Pianeta.

In che modo la mia firma può aiutarli?

Abbiamo inviato più di 2 milioni di lettere da tutto il mondo: più siamo, più possiamo fare pressione. Anche personaggi della politica, della cultura e dello spettacolo hanno preso posizione in solidarietà degli Arctic30.
Sono accusati di pirateria e vandalismo, reati per i quali in Russia si rischiano rispettivamente 15 e 7 anni di carcere. Sono accuse ingiuste e spropositate: gli Arctic30 hanno manifestato in modo pacifico nell'interesse di noi tutti.

Ogni firma è una lettera inviata.
Ogni lettera inviata è una richiesta di liberazione.
Firma anche tu!


venerdì 27 settembre 2013

domenica 25 agosto 2013

Immagini e memoria.

Le immagini dei viaggi si incollano agli occhi in modo indelebile.
E non c'è bisogno nemmeno di andare nell'Africa Subsahariana per farne una scorpacciata.
Sono quei momenti perfetti, quegli scorci, quegli odori che fanno da collante permanente tra vista e  memoria. Click, esattamente come uno scatto fotografico.
Restano lì, perenni, e diventano materia viva al fondo di un immenso pozzo cui attingere durante il resto dell'anno. Durante l'autunno, che oggi sembra più vicino che mai, durante le serate senza senso e senza novità o quelle in cui si attende una telefonata che non arriva mai, durante le ore già buie alle cinque del pomeriggio. Durante le fatiche e le trasferte controvoglia, durante le code in centro quando per attraversare un incrocio ci si impiega il tempo di quattro semafori anziché uno, durante quelle mattinate che faticano a decollare perché fa freddo e piove e non si sa cosa mettersi addosso e il naso cola e la borsa è pesante e la testa di più.
Resteranno lì, per me, un sacco di cose, da Formentera a Barcellona alla Provenza.
Le strade percorse in motorino con in testa un caschetto da bici, la sorpresa di quanto era cristallina l'acqua e bianco e morbido il fondo di sabbia, l'odore di macchia mediterranea, il concerto in una piazza lastricata di mosaico fatto di cocci di ceramica e di azulejos, il sole che alle nove spaccate tramonta in mare esattamente di fronte a me mentre bevo un mojito.
Le montagne che conosco a memoria e che poco dopo lasciano il posto a nuove strade tutte di curve, le file di motociclisti che quando si incrociano si salutano con l'indice della mano sinistra distesa lungo la gamba, i campi di lavanda di girasoli e i vigneti, le luci ingannevoli all'ingresso della città, il gin tonic bevuto su una terrazza piena di bouganville e di sorrisi, le ramblas ombreggiate, plaza del Pi rimasta immutata da più di dieci anni, la sudata salendo a piedi al Montjuïc, il ciringuito con il flamenco dal vivo, l'antenna di Calatrava vista di notte, la lettura seduta su una panchina all'ombra insieme a proprietari di cani e bambini e anziani in cerca di fresco, il sushi a sorpresa, l'abbraccio dell'amica di un'amica che diventa anche un po' amica tua.
Scollinare i Pirenei e ritrovarsi, dopo mille curve, di fronte a un paradiso di scogli mare ombre case che sembrano nate dalla roccia. Scoprire che l'albergo è più bello di quanto ci si aspettasse. Sdraiarsi nel silenzio e nel sole di mezzogiorno. Cenare sempre esattamente nel tipo di locale che ci si era immaginato, sorprendendosi ogni volta. Salire al faro che era stato raccontato tempo prima da una persona, fare un brindisi alla sua salute, restare a guardare la luna piena che imbianca il mare laggiù. Camerieri scapestrati ma con un sorriso che farebbe perdonare qualunque torto, vino bianco ghiacciato, vento potente, un tavolo che sembra un banco di scuola affacciato sul mare aperto.
Rocce, sentieri, riserva e la natura che si riappropria del suo spazio un tempo rubatole da un villaggio turistico e poi restituitole con generosità. File di gabbiani che sorvegliano l'unica baia dov'è concesso bagnarsi.
Poi di nuovo strada, curve, facce, pini marittimi, camper da sorpassare, benzinai, cambio di lingua, di nuovo Francia, porticcioli che ne ricordano altri, forse Nizza forse la Liguria. Vigneti infiniti a destra e sinistra dell'asfalto, case di pietra, pergolati, porte verniciate di azzurro lilla grigio perla. Un cane magrissimo adottato per la durata di un pranzo e la speranza che il suo padrone non sia lontano da lì dove lo accarezzo per l'ultima volta. Vicoli silenziosi, vetrine, scorci, Van Gogh non poteva non dipingere capolavori vivendo lì.
Ancora strada, viali alberati come nelle foto di Doisneau, nuvoloni e squarci di sereno.
E poi, infine, sulle nostre teste, un arcobaleno meraviglioso.
Che unisce tutte queste immagini di una vacanza che volge al termine con quelle di vent'anni fa, come se fossero state viste solo ieri.








mercoledì 26 giugno 2013

Save the Arctic

Se quest'orso polare potesse parlare, ci chiederebbe di salvare l'Artico!


 















Negli ultimi 30 anni abbiamo perso 3/4 della calotta polare Artica. 
Non c'è più tempo da perdere.
Chiediamo ai leader del mondo di proteggere il Polo Nord su SAVE THE ARTIC

Ad oggi ad aver firmato siamo più di tre milioni trecento mila. L'obiettivo è raggiungere i 5 milioni.
Passate parola!

Potete leggere cose utili anche qui.

mercoledì 14 gennaio 2009

buoni ricordi

Oggi tutto intorno mi sorride. Ho notato che ho questa sensazione tutte le volte che l'aria è più pulita rispetto al livello medio metropolitano d'inquinamento. Allora dovrei pensare di trasferirmi in montagna? No, giammai!, però mandare la mente a farsi un giretto in cima alle vette, all'arrivo della seggiovia in una giornata assolata di fine gennaio, con la neve che scrocchia sotto le lamine e le rocce che spuntano ai bordi della pista, beh, è una ginnastica che dovrei fare più spesso. Allenarsi a viaggiare col pensiero e farsi letteralmente travolgere dai sensi, dalle memorie olfattive e dai buoni ricordi. E, soprattutto, ricercarli nel presente... I buoni ricordi sono il mio futuro: non è un paradosso, ma un proposito, l'ennesimo, per l'anno appena iniziato.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...