I festeggiamenti per il Capodanno che più mi ricordo non sono quelli di grandi feste, bevute, baccagli, bagordi e ore minuscole.
Quelli, certo, li si rammentano con gli amici dicendo "Ti ricordi quel Capodanno..?" e raccontando aneddoti sempre al limite del ridicolo, mentre si fanno i calcoli per individuare a quanto tempo fa risalgono.
I festeggiamenti che oggi mi vengono in mente sono quelli più lontani, di quando ero bambina e per l'occasione, se i miei erano fuori città a qualche "veglione" (termine che non sento usare da almeno vent'anni), andavo a dormire dai nonni. Era cosa rara, un evento speciale, e ancora dopo la mezzanotte sentivo i botti dal lettino della camera che un tempo era stata di mio papà. Andavo a dormire tardi, guardavo la tele coi nonni, giocavo con loro a carte, mangiavo mandarini e panettone a sfinimento. Mi godevo così la mia piccola libertà senza genitori, mi sembrava di fare chissà cosa, di assaporare la trasgressione di chi non è controllato, pur senza trasgredire alcunché.
Ma era bello. Era pura gioia. E l'anno nuovo era semplicemente il giorno seguente a quella notte speciale, senza aspettative, senza bilanci, senza analisi su come fosse stato l'anno precedente, perché il tempo, allora, era così dilatato ed apparentemente infinito, che non necessitava di confronti col passato né di propositi per il futuro.
Ecco, vorrei che, domani, il nuovo anno iniziasse così. Chiudendo il faticoso capitolo di questo anno bisesto e zoppicante e aprendosi, semplicemente, la strada ai giorni a venire.
BUON ANNO A TUTTI. Che sia come lo desiderate.
Etichette
africa
amare
ambiente
amicizia
amore
animali
archi
ateismo
Blog
caetanoveloso
cambiamenti
campagna
casa
centromonteadone
Cicatrici
cinema
citazioni
commenti
compleanno
coppie
Corona virus
correre
Covid-19
danza
design
domande
easy
epiteti
fantasmi
farfalle nello stomaco
fatica
festività
forzadivolontà
FTC
ghigliottine
giostre
greenpeace
infanzia
Insonnia
intimità
konmari
lavoro
Libertà
libri
lockdown
madre
maratona
mare
Meglioperderlochetrovarlo
mente
meraviglie
mitologia
moda
montagna
moretti
morte
murakami
musica
natale
natura
neonati
ordine
oroscopo
Pastis
pensieri
poesia
pop
psico
quarantena
quiedora
ricette
ricordi
risposte
rumore
running
sci
scuola
senza
sorprese
teatro
tempo
torinoècasamia
Trasloco
turinmarathon
vacanze
veg
verità
viaggiare
video
vita
Visualizzazione post con etichetta festività. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta festività. Mostra tutti i post
lunedì 31 dicembre 2012
venerdì 7 gennaio 2011
venerdì 24 dicembre 2010
Buon Natale
Sempre più penso che il Natale sia un momento di riflessione indispensabile.
Più del primo giorno dell'anno, più del rientro al lavoro dopo l'estate, più del proprio compleanno, che sono quei momenti topici, in cui si tirano le somme di cosa si è fatto negli ultimi 12 mesi.
Il Natale, religioso o laico che sia, è comunque un momento in cui buttare il cuore un po' più in là e "sentire" cosa c'è attorno a se stessi.
E io non posso che essere grata, quest'anno più di altri, per tutto quello che sto sentendo.
E' un abbraccio caldo e sicuro in cui non speravo di trovarmi, fatto di tanti pezzi, piccoli e grandi, di conferme e speranze e sogni.
Il mio augurio, a tutti quelli che passano su questo blog fatto di scritti discontinui, è quello di diventare sempre più bravi ad osservarsi intorno. Perché solo così ci si può rendere conto di quanto si ha e di come si è.
Più del primo giorno dell'anno, più del rientro al lavoro dopo l'estate, più del proprio compleanno, che sono quei momenti topici, in cui si tirano le somme di cosa si è fatto negli ultimi 12 mesi.
Il Natale, religioso o laico che sia, è comunque un momento in cui buttare il cuore un po' più in là e "sentire" cosa c'è attorno a se stessi.
E io non posso che essere grata, quest'anno più di altri, per tutto quello che sto sentendo.
E' un abbraccio caldo e sicuro in cui non speravo di trovarmi, fatto di tanti pezzi, piccoli e grandi, di conferme e speranze e sogni.
Il mio augurio, a tutti quelli che passano su questo blog fatto di scritti discontinui, è quello di diventare sempre più bravi ad osservarsi intorno. Perché solo così ci si può rendere conto di quanto si ha e di come si è.
sabato 3 aprile 2010
venerdì 2 aprile 2010
la perfezione delle piccole cose
Piccole danze quotidiane mi portano lontana da qui,
mi fanno vivere in un mondo parallelo,
fatto di natura incontaminata e dolci rumori di fondo.
Un fragoroso cinguettio continuo che sale dal giardino sotto casa,
un sole che invade il balcone,
un'aria tiepida che scalda il corpicino del mio cane, spaparanzato tra i vasi.
Piccole danze, brevi momenti di perfezione.
BUONA PASQUA A TUTTI!
BUONA PASQUA A TUTTI!
martedì 16 febbraio 2010
carnevale
In mezzo al grigio
di facce, sciarpe, cappotti, borse e sguardi
di cielo, fiume, strade, palazzi e finestrini
di bus anonimo e silente,
una piccola nuvola di raso e tulli e voulant rosa
una principessa d'altri tempi
col viso illuminato dal sorriso
scende in Via Po
e s'incammina radiosa
a festeggiare il suo martedì grasso.
Siamo a febbraio,
non a novembre,
anche se non sembra...
di facce, sciarpe, cappotti, borse e sguardi
di cielo, fiume, strade, palazzi e finestrini
di bus anonimo e silente,
una piccola nuvola di raso e tulli e voulant rosa
una principessa d'altri tempi
col viso illuminato dal sorriso
scende in Via Po
e s'incammina radiosa
a festeggiare il suo martedì grasso.
Siamo a febbraio,
non a novembre,
anche se non sembra...
mercoledì 16 dicembre 2009
jingle bells
Il Natale, nonostante musichette, fiocchi e luci calde, a me paradossalmente incupisce un po' i pensieri.
Penso che ci perdiamo un sacco di cose belle, che dovremmo pensare di più al prossimo, che non dovremmo ritenere MAI di avere altre chances oltre a quella cui stiamo rinunciando ora e che, anzi, dovremmo vivere ogni istante come se fosse l'ultimo.
Penso che vorrei provare nella vita ad essere una mamma, una moglie, un riferimento per un altro essere umano, un'icona per qualcuno, un sostegno indispensabile per qualcun altro.
Ma non si può avere, né tanto meno essere, tutto.
Quindi mi concentrerò su quelle piccole parti di cui sono certa e mi ricorderò che la felicità è fatta proprio di cose minuscole.
martedì 8 dicembre 2009
Magia
C'è gente che è convinta che la magia si impari su libri polverosi di maghi catarrosi.
Non è affatto così.
Basta guardarsi intorno con un occhio un po' fino,
e ricordare che alla magia piace giocare a nascondino.
La magia è come la poesia.
E' qui, è lì, è accanto a te,
non la vedi ma c'è.
Devi cercare, frugare, osservare.
E' un po' come una goccia nella pioggia,
una stella confusa tra le stelle.
Se non guardi le cose con occhi di bambino la magia se ne va.
Succede spesso ai grandi un po' distratti di perdere quegli occhi per la strada,
come biglie cadute in un tombino,
come la tigre nascosta tra le liane.
Se non guardi le cose con occhi da bambino,
addio magia, addio alchimia...
Leggo queste parole su un libro di fiabe per bambini che sto per regalare ("Filo di fata" di Philippe Lechermeier, Aurélie Fronty) e m'incanto.
Vengo avvolta da una nuvola di pensieri belli, complici le luci dell'albero di Natale appena addobbato, il tepore domestico, la musica dello stereo che raddensa l'atmosfera di casa, casa mia. Quanto ci sto bene a casina...
Una dimensione perfetta per costruire strutture mentali positive e disegnare geometrie che rimandano soltanto un good mood.
In mezzo ai pensieri belli mi lascio condurre da quella magia invisibile raccontata dalle fate e senza neanche un'ombra di dubbio penso che esista davvero, che sia impalpabile ma reale, abbia un profumo che non so descrivere ma che proprio in questo preciso istante sto respirando.
Questo è il mio karma, il mio karma positivo, che ho afferrato per la coda mentre stavo per perdere l'equilibrio, che adesso è tutto mio ma che voglio condividere e donare a chi ne ha bisogno e cui voglio bene.


