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martedì 26 aprile 2016

Lasciar andare. Cose e vestiti.

Il manuale sul "magico potere del riordino" scritto dalla nipponica Marie Kondo non l'ho né letto né sbirciato. Anche perché credo che potrei scriverne uno personale, tanto sono metodica e ordinata.
Molto da imparare invece avrei sul tema "lasciar andare" e qui, in effetti, potrei rivolgermi ai tutorial sul metodo Konmari, in cui si insegna a fare domande direttamente ai vestiti:
"Mi emozioni?", "Esprimi gioia?".
Ecco, nella maggior parte dei casi la risposta è sì.
E allora siamo da capo e non riesco a liberarmi di niente. Ogni vestito mi ricorda qualcosa di bello, ha un significato, ha un potenziale da esprimere.
Quindi forse, almeno nel mio caso, dovrei pormi altri dubbi, meno poetici e più pratici. Tipo:
"Mi sta ancora bene?", "Appartiene al mio stile di vita attuale?".
Allora sì, in questo caso potrei disfarmi di molti pantaloni maglioni tshirt abitini e abitoni. Roba che mi vien da ridere se la provo davanti allo specchio..
Il metodo solleva-coscienza è quello di regalarli in beneficenza, gesto che, di fatto, significa donar loro una nuova vita presso qualche altro armadio più vuoto e bisognoso del mio.
La lezione da imparare una volta per tutte, però, è in realtà quella di rendersi conto che si ha bisogno di molto meno e che ribellarsi al consumismo e alle convenzioni è un atto dovuto.
A questo proposito consiglio questo breve ma efficace elenco di domande da farsi davanti agli appendini:

CLOSET DIET : 5 LIES WE TELL OURSELVES TO AVOID LETTING GO


mercoledì 20 aprile 2016

Design, architettura e genio. Di 60 anni fa.

Erano gli anni '55. Dieci anni dopo la fine della Grande Guerra. Ma sembrano disegnate oggi.
Sono le ville di Edoardo Gellner. Quando si parla di genialità...
Bellissimo lo speciale di Philippe Daverio: Il caso Gellner.
Da leggere la recensione del Giornale dell'Architettura.



Villaggio Eni a Borca di Cadore



mercoledì 25 dicembre 2013

Sguardi

Ennesimo Natale scivolato via, nella lentezza improvvisa dopo le corse e dopo
fuoriorari lavorativi, levatacce, voli, atterraggi, arrabbiature, prove in parte superate in parte no, discorsi lasciati a metà, frasi ancora da dire, messaggi di troppo, acquisti affrettati ma azzeccati, sorprese belle e brutte, io che te l'avevo detto,  tu che l'intuito non sbaglia mai, brindisi, magnum e mathusalem, pandoro, zibibbo, sushi sashimi tiger roll e jaegermeister, ammiccamenti, disinibizioni alcoliche, sguardi rubati dal vivo.
Poi, sempre all'improvviso, sguardi scaricati dalla rete, che mi ipnotizzano attraverso il monitor e mi fanno tornare indietro a quelle farfalle nello stomaco che non sentivo da anni.
Può uno sguardo rivolto all'obiettivo di un'ignota fotografa bucare lo schermo e arrivarmi dritto così addosso?
Sì. Eccome se può.
Allora penso che il valore di emozioni come questa valgano mille altre scelte che mi rimprovero di non aver fatto e altrettante svolte che non ho saputo intraprendere per condurre una vita più 'regolare' della mia.
Ritorno alle origini. A come sono io, senza condizionamenti.
E per farlo scelgo questa canzone, abusata, ma che è stata la colonna sonora della mia prima casa appena tinteggiata di verde bottiglia.
Aprii la porta della casa vuota che odorava di vernice, tirai su l'interruttore della luce e dalla radio dell'imbianchino, rimasta attaccata alla presa, come per magia partì questa canzone.
Buon Natale.




domenica 22 settembre 2013

Volersi bene

Volersi bene.
Per me stasera significa ascoltare una lezione di storia dell'arte, su Poussin e Corot, di Anna Ottani Cavina su Rai5 mentre mangio cibo cotto al forno, con a portata di mano sinistra una becks ghiacciata e a destra il mio cane che sonnecchia sul divano.
La libertà di fare quel che voglio esattamente quando voglio non ha prezzo. Ricordarmene ogni giorno sarebbe gran cosa.


martedì 7 giugno 2011

Piccole perfezioni quotidiane

Mi siedo alle undici e mezza passate sul divano, Era, la mia Supercagnolina, ha appena appoggiato il muso sulle mie gambe e si è addormentata istantaneamente, sto per mangiare un'insalata formato Pantagruel guarnita con semi di girasole e cipollette grigliate fior fiore coop, sto ascoltando Listz sul quinto canale della filodiffusione e ho appena ricevuto questa bellissima orchidea virtuale.

La felicità è fatta di piccoli momenti perfetti.

venerdì 29 ottobre 2010

Scetticismo


A volte si cambia idea.
Spesso, anzi.
Per fortuna!

Buon weekend di Non-Halloween.

venerdì 16 luglio 2010

Tsutsumikakusu

Ho letto, su uno dei pochi blog che seguo, un post che parla del tsutsumi, l'arte di origine giapponese del fare pacchetti. Uno degli etimi da cui deriva è il verbo tsutsumikakusu, ovvero "nascondere".
Ho letto qui che secondo quest'arte, la confezione del regalo assume il duplice significato di proteggere il dono e migliorare il suo aspetto estetico, rendendo il pacchetto un piacere per gli occhi. Nell'antichità talvolta questi pacchetti non venivano nemmeno aperti, con l'idea di mantenere il regalo al sicuro, protetto dalla carta che l'avvolge. 
Mi piace tantissimo questo approccio estetico, delicato, poetico, che conferisce così tanto rilievo alla forma da annullare quasi il contenuto.
Penso a quanto mi piaccia fare i pacchi, a quanta dedizione, anche nella fretta, io metta nel confezionare i regali.
Spesso faccio innervosire le persone per quanto lentamente apro i regali che ricevo.
In questo momento mi viene però in mente un regalo fatto di recente, l'attenzione prestata nel trovare la confezione, l'amore che ho messo nel scegliere il contenuto. Era un trionfo di coerenza, di riferimenti e di spunti bene augurali.
Non è stato compreso il mio messaggio, non a fondo.
Ma forse, in fondo, non importa: se ci si dedicasse allo tsutsumi per ricevere indietro altrettanta soddisfazione di quella ottenuta dal tsutstumikakusu oggetti dal significato prezioso, si resterebbe perennemente delusi....

lunedì 24 maggio 2010

Ho comprato un tavolino all'Ikea...

... e sono felice.

Dopo un pomeriggio già molto rilassante e solare e denso di belle sorprese e sorrisi, chiudo la mia domenica con i soliti acquisti da cecchino-Ikea (nel senso che vado controcorrente ed entro tre quarti d'ora prima della chiusura per costringermi a non perdere tempo tra gli scaffali...) e con il solito umore meraviglioso che gli acquisti per la casa mi regalano.















Mi chiedo soltanto una cosa:
quando mi potrò godere il tavolino di legno sul balcone,
le piantine sparse su ogni ripiano,
le candele profumate al melone ordinate in fila sul davanzale?
Mah.
Intanto posso dire che i miei due terrazzini sono molto simili a questo qui sotto.
Tiè, a chi dice che in città non c'è il verde...

giovedì 21 gennaio 2010

sfide

INTRO
La mamma lo fa senza leggere la ricetta, la nonna era maestra ma voi non avete seguito le loro orme? Ci pensiamo noi! Finalmente in video - brevi ed efficaci - tutte le basi fondamentali da imparare per essere dei veri professionisti dei fornelli. Niente più dubbi su come si prepara la vera salsa di pomodoro, quali sono gli ingredienti per il brodo più saporito, qualche idea per decorare i piatti ma anche come conservare correttamente verdure ed erbe aromatiche. Con i video tips, anche le ricette più elaborate non avranno più segreti.

La sfida è stata lanciata, mannaggia, e adesso chi si tira indietro? Io no, eppure lo sapevo che sarebbe andata così, me la sono cercata... :)

Nonostante io probabilmente abbia bisogno altro che di videotips, come li chiamano i redattori di quest'autorevole testo d'arte culinaria (..uno dei pochi a comparire sulla mia mensola in cucina, accanto però ai tomi Slowfood sul dove andare a mangiar&bere bene in giro per l'Italia..), domenica mi cimenterò in qualcosa di simile a queste cosette qua di fianco.

Attenzione, non è mica tutto, perchè quando mi ci metto divento una kamikaze: ho anche elaborato un menu che comprenderà niente meno che questo brasato al Teroldego Rotaliano (uno dei rossi trentini che preferisco), anche se più probabilmente metterò in pratica una ricetta ereditata da una zia, nonchè questo dessert!!

OUTRO
I miei mentori saranno orgogliosi dei miei piccoli prodigi domenicali.
La cavia che li assaggerà forse un po' meno.

(nella foto: BARCHETTE DI ZUCCHINE CON PROVOLA E COTTO, @ LaCucinaItaliana.it)

martedì 12 gennaio 2010

commento a X

X è una donna, amante di belle e buone cose, cuoca provetta. Ha un elegante blog su cui pubblica ricette. E' come forse io non sarò mai. Credo che proprio per questo io resti attratta da ciò che fa e mostra. Sono cresciuta con un costante e inarrivabile esempio di perfezione, creatività ed attenzione domestica (..forse glielo dovrei dire, a mia madre, che penso questo di lei, forse ne sarebbe felice..), ma, chissà per quale forma di rispetto misto a timore di non uguagliarlo, sono andata nella direzione opposta, rifuggendo il rischio di restare intrappolata in quello schema. Ora, però, mi accorgo che in fondo è una cosa talmente lontana dal mio presente, che rappresenta una mèta, remotissima, ma pur sempre da raggiungere, prima o poi.
Cara X, ti commento proprio perchè hai scritto che ti fa piacere... Leggo il tuo blog con una sorta di ammirazione: sono una di quelle che ambirebbe a preparare queste delizie, ad avere la cucina perfetta con tutti gli ingredienti a portata di mano, a ricevere ospiti tutte le sere, MA in realtà sono la tipica single che si ritrova a mangiare colazione in piedi mentre dà la pappa al cane e invia un sms, saltare la cena perchè 'tanto è tardi', guardare nel frigo apparentemente pieno ma rendersi conto che contiene solo verdure sottolio da aperitivo, yogurt di soja e bottiglie di vino. Ho la dispensa piena di spezie che non uso ma di cui mi drogo annusandole profondamente nel barattolo, amo cucinare ma devo avere qualcuno di speciale a cena per motivarmi e, sostanzialmente, corro continuamente dietro al tempo che stringe. Tutto questo per dirti che, proprio per queste ragioni, leggere i tuoi post mi trasmette una pace e una serenità interiori che tu non immagini. Una parte di me vorrebbe tantissimo riuscire a preparare e soprattutto confezionare (packaging-power!) queste chicche meravigliose. Un giorno riuscirò a fare anche questo, oltre al resto. E fino ad allora collezionerò i tuoi consigli, seguendo il feed del tuo blog. Mi allietano tanto anche i tuoi accostamenti di colori, la scelta di stoviglie e tovaglie e le atmosfere english style degli angoli di casa tua che lasci intravedere. Non so, io sono quasi all'opposto, un po' minimal, un po' afro, un po' meltin' pot, eppure mi affascina e rapisce questo tuo modo accogliente di far entrare i visitatori nel tuo mondo. Quindi GRAZIE! PS se un giorno mi metterò mai a preparare uno dei tuoi dolci, prometto che sarai la prima a saperlo :) A presto. gbv

giovedì 7 maggio 2009

flowering

Da tre giorni a questa parte sono fioriti, tutti insieme, i gelsomini del mio balcone. Da tre notti a questa parte mi addormento con la stanza satura del loro profumo. Forse, queste ultime tre giornate di primavera-vera mi stanno dicendo qualcosa sulla qualità della vita, che non risiede in un appartamento in centro, che non si evoca prendendo aerei per destinazioni internazionali, che non si improvvisa leggendo una poesia ogni tanto per sentirsi anticonformisti. Ma che nasce, come urgenza improvvisa, dal desiderio di annusare i petali, di misurare la lunghezza dei nuovi getti di bambù, di seguire l'ultima sfumatura del tramonto ritardato dall'ora legale e di ascoltare il raro silenzio del mattino.
Grazie gelsomini!

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