Molto da imparare invece avrei sul tema "lasciar andare" e qui, in effetti, potrei rivolgermi ai tutorial sul metodo Konmari, in cui si insegna a fare domande direttamente ai vestiti:
"Mi emozioni?", "Esprimi gioia?".
Ecco, nella maggior parte dei casi la risposta è sì.
E allora siamo da capo e non riesco a liberarmi di niente. Ogni vestito mi ricorda qualcosa di bello, ha un significato, ha un potenziale da esprimere.
Quindi forse, almeno nel mio caso, dovrei pormi altri dubbi, meno poetici e più pratici. Tipo:
"Mi sta ancora bene?", "Appartiene al mio stile di vita attuale?".
Allora sì, in questo caso potrei disfarmi di molti pantaloni maglioni tshirt abitini e abitoni. Roba che mi vien da ridere se la provo davanti allo specchio..
Il metodo solleva-coscienza è quello di regalarli in beneficenza, gesto che, di fatto, significa donar loro una nuova vita presso qualche altro armadio più vuoto e bisognoso del mio.
La lezione da imparare una volta per tutte, però, è in realtà quella di rendersi conto che si ha bisogno di molto meno e che ribellarsi al consumismo e alle convenzioni è un atto dovuto.
A questo proposito consiglio questo breve ma efficace elenco di domande da farsi davanti agli appendini:







Da tre giorni a questa parte sono fioriti, tutti insieme, i gelsomini del mio balcone.
Da tre notti a questa parte mi addormento con la stanza satura del loro profumo.
Forse, queste ultime tre giornate di primavera-vera mi stanno dicendo qualcosa sulla qualità della vita,
che non risiede in un appartamento in centro,
che non si evoca prendendo aerei per destinazioni internazionali,
che non si improvvisa leggendo una poesia ogni tanto per sentirsi anticonformisti.
Ma che nasce, come urgenza improvvisa, dal desiderio di annusare i petali,
di misurare la lunghezza dei nuovi getti di bambù,
di seguire l'ultima sfumatura del tramonto ritardato dall'ora legale
e di ascoltare il raro silenzio del mattino.