Qui, in via Urbano Rattazzi 4, una volta c'era la libreria Campus.
Ci venivo a comprare i libri di scuola, dal sussidiario in avanti, quelli per le vacanze, quelli per la maturità, quelli da regalare impacchettati nella loro carta verdone con la scritta in oro.
I 'commessi' (mi vergogno a definirli tali) erano dei pozzi di scienza e cultura, sapevano dare consigli precisi e sollevare la curiosità per altri autori e temi e punti di vista.
Ricordo il libraio claudicante che fumava il sigaro. Provavo un timore reverenziale nei suoi confronti. Come se dovesse interrogarmi prima di permettermi di comprare tale libro anziché tale altro.
Poi c'era una signorina (che allora avrà avuto vent'anni..) piccolina coi capelli corti e scarmigliati, che mi immaginavo sempre stesse per pubblicare qualche saggio di critica della letteratura greca tanto era sempre preparata su autori edizioni traduzioni e approfondimenti. Camminava velocissima con le sue scarpe basse, spariva tra gli scaffali e rispuntava con più testi di quelli che le avevo chiesto, così potevamo scegliere insieme il più adatto.
E mi ricordo ancora di un'altra signora (lei ne avrà avuti trenta, di anni), bellissima, con un'immensa chioma bionda e riccia, due occhi giganteschi color nocciola e un sorriso stupendo. Pensavo che da grande avrei voluto esser come lei, fare il suo lavoro. Una sera di qualche estate fa l'ho incontrata presso i banchetti di una libreria all'aperto, ai Murazzi, ci siamo messe a chiacchierare e le ho detto che mi ricordavo di lei. Parlando ho scoperto che l'autore del libro che avevo in mano era un suo caro amico - forse in passato era stato anche un suo amante, ho pensato io, per via del tono affettuoso e intimo con cui lo elogiava.
Ci passavo delle ore, alla Libreria Campus, tra quelle pile di libri odorosi, e uscivo sempre con più libri del previsto.
Ora c'è un'hamburgheria con una mucca dorata davanti, in cui non metterò mai piede.
La cosa mi inorridisce, non solo perché sono vegetariana, ma anche e soprattutto perché ormai la fame di cibi a basso costo ha vinto su quella di letture e di scambi di idee e opinioni con cervelli vivaci come quelli di chi si nutre di sapere, di chi è curioso della vita e di chi mantiene lo sguardo critico sul mondo.
Ci venivo a comprare i libri di scuola, dal sussidiario in avanti, quelli per le vacanze, quelli per la maturità, quelli da regalare impacchettati nella loro carta verdone con la scritta in oro.
I 'commessi' (mi vergogno a definirli tali) erano dei pozzi di scienza e cultura, sapevano dare consigli precisi e sollevare la curiosità per altri autori e temi e punti di vista.
Ricordo il libraio claudicante che fumava il sigaro. Provavo un timore reverenziale nei suoi confronti. Come se dovesse interrogarmi prima di permettermi di comprare tale libro anziché tale altro.
Poi c'era una signorina (che allora avrà avuto vent'anni..) piccolina coi capelli corti e scarmigliati, che mi immaginavo sempre stesse per pubblicare qualche saggio di critica della letteratura greca tanto era sempre preparata su autori edizioni traduzioni e approfondimenti. Camminava velocissima con le sue scarpe basse, spariva tra gli scaffali e rispuntava con più testi di quelli che le avevo chiesto, così potevamo scegliere insieme il più adatto.
E mi ricordo ancora di un'altra signora (lei ne avrà avuti trenta, di anni), bellissima, con un'immensa chioma bionda e riccia, due occhi giganteschi color nocciola e un sorriso stupendo. Pensavo che da grande avrei voluto esser come lei, fare il suo lavoro. Una sera di qualche estate fa l'ho incontrata presso i banchetti di una libreria all'aperto, ai Murazzi, ci siamo messe a chiacchierare e le ho detto che mi ricordavo di lei. Parlando ho scoperto che l'autore del libro che avevo in mano era un suo caro amico - forse in passato era stato anche un suo amante, ho pensato io, per via del tono affettuoso e intimo con cui lo elogiava.
Ci passavo delle ore, alla Libreria Campus, tra quelle pile di libri odorosi, e uscivo sempre con più libri del previsto.
Ora c'è un'hamburgheria con una mucca dorata davanti, in cui non metterò mai piede.
La cosa mi inorridisce, non solo perché sono vegetariana, ma anche e soprattutto perché ormai la fame di cibi a basso costo ha vinto su quella di letture e di scambi di idee e opinioni con cervelli vivaci come quelli di chi si nutre di sapere, di chi è curioso della vita e di chi mantiene lo sguardo critico sul mondo.
