Veg senza ritorno
Gennaio 2016.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Vegetariani si continua a diventare
Gennaio 2014.
Non so bene se scrivere qui in cima o, come sarebbe forse più corretto, al fondo di questa pagina.
Ma se relego le mie congetture al fondo, poi nessuno le legge (ammesso che ci siano lettori che si incuriosiscano di questo blog), perciò faccio una scelta diacronica e scrivo qui.
La mia alimentazione continua ad essere vegetariana. Faccio alcune eccezioni (prevalentemente di sushi), ma me le concedo con grande parsimonia, un po' come fa chi è in forte sovrappeso e mangia ogni tanto una coppetta di tiramisù: un raro strappo alla regola di cui godere appieno e consapevolmente.
Ma ciò che oggi mi ha fatto molto, molto riflettere e soprattutto sorridere è il post di una bellissima e brillante amica blogger, che con delicatezza descrive la sua conversione.
E' divertente e spero faccia riflettere anche chi passa di qui.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Vegetariani si diventa
Gennaio 2016.
Ormai non torno indietro e sono molto orgogliosa di essere vegetariana da sei anni.
A tutti quelli che mi dicono "Che brava, io però non ce la farei mai" rispondo semplicemente che basta iniziare. Come per tutte le cose della vita quotidiana: mettersi a dieta, andare a correre, iscriversi a un corso, praticare yoga appena svegli, non zuccherare il caffè. Basta iniziare e tutto magicamente diventa possibile. E' una bella soddisfazione, eh, rendersi conto che si è in grado di cambiare un'abitudine con così poco. Dicono che, per tutta una questione chimica di sinapsi, che non sto a riportare qui anche perché non la ricordo bene, al nostro cervello è sufficiente ripetere un gesto per 21 volte affinché la consolidi come abitudine. Onestamente non ho mai fatto caso al conteggio delle volte in cui ripeto le cose, ma penso che in effetti ne bastino anche meno, di ripetizioni...
Poi, come avviene all'interno di una filter bubble, in cui i contenuti che si cercano in rete e nei social sono simili a noi stessi e rafforzano le nostre stesse convinzioni, quanto più mi appassiono a una cosa, tanto più trovo collegamenti e coincidenze che mi riportano ad essa.
E, infatti, una piccola grande folgorazione è avvenuta un paio di giorni fa in libreria quando ho visto, quasi per caso, questo libro meraviglioso Martino Beria, Antonia Mattiello, 'Vegano gourmand', edizioni Gribaudo. Me lo sono regalata per la Befana :)) e mi ha rapita subito, già soltanto per la grafica, la fotografia e l'introduzione, che ben poco ha a che vedere con le ricette. E' un testo che invoglia a scoprire sapori diversi, a provare abbinamenti, ad andare a fare la spesa al mercato, a riempirsi la dispensa di spezie e farine e legumi secchi.
Inutile dire che i buoni propositi sono partiti come razzi nella mia testa, proiettandomi in uno scenario coloratissimo di esperimenti culinari vegani, ma sarò già molto soddisfatta se riuscirò a seguire qualcuna di queste 100 ispirazioni in cucina.
Insomma, la mia strada verso il veganesimo (si dice così? non credo, ma ci siamo capiti) è senza fanatismi estremi, ma certamente anche senza ritorno!
E, infatti, una piccola grande folgorazione è avvenuta un paio di giorni fa in libreria quando ho visto, quasi per caso, questo libro meraviglioso Martino Beria, Antonia Mattiello, 'Vegano gourmand', edizioni Gribaudo. Me lo sono regalata per la Befana :)) e mi ha rapita subito, già soltanto per la grafica, la fotografia e l'introduzione, che ben poco ha a che vedere con le ricette. E' un testo che invoglia a scoprire sapori diversi, a provare abbinamenti, ad andare a fare la spesa al mercato, a riempirsi la dispensa di spezie e farine e legumi secchi.
Inutile dire che i buoni propositi sono partiti come razzi nella mia testa, proiettandomi in uno scenario coloratissimo di esperimenti culinari vegani, ma sarò già molto soddisfatta se riuscirò a seguire qualcuna di queste 100 ispirazioni in cucina.
Insomma, la mia strada verso il veganesimo (si dice così? non credo, ma ci siamo capiti) è senza fanatismi estremi, ma certamente anche senza ritorno!
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Vegetariani si continua a diventare
Gennaio 2014.
Non so bene se scrivere qui in cima o, come sarebbe forse più corretto, al fondo di questa pagina.
Ma se relego le mie congetture al fondo, poi nessuno le legge (ammesso che ci siano lettori che si incuriosiscano di questo blog), perciò faccio una scelta diacronica e scrivo qui.
La mia alimentazione continua ad essere vegetariana. Faccio alcune eccezioni (prevalentemente di sushi), ma me le concedo con grande parsimonia, un po' come fa chi è in forte sovrappeso e mangia ogni tanto una coppetta di tiramisù: un raro strappo alla regola di cui godere appieno e consapevolmente.
Ma ciò che oggi mi ha fatto molto, molto riflettere e soprattutto sorridere è il post di una bellissima e brillante amica blogger, che con delicatezza descrive la sua conversione.
E' divertente e spero faccia riflettere anche chi passa di qui.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Vegetariani si diventa
Maggio 2010.
Sto cercando di diventare vegetariana.
L'avevo già predetto in questo mio post.
Per motivi che non ricordo nemmeno, lo ero già stata in passato, per circa un anno. Poi ho ripreso a mangiare, per di più con gran gusto, carne, pesce, uova...
Ora ci sto "riprovando".
So che mi perdo un gran pezzo di buona tavola, ma in confronto ai vantaggi che questa scelta mi riserva credo che ne valga la pena.
Non diventerò un'integralista, un'invasata, né soprattutto una rompipalle a casa d'altri: non voglio imporre le mie scelte a chi mi ospita al suo desco.
Però, nella normalità quotidiana del mio (scarso) mangiare e cucinare, credo proprio che le proteine animali non entreranno più nel mio frigorifero.
E' molto carino questo sito, accattivante la grafica, bello il modo di porre la questione come un problema da conoscere e condividere:
Di maggior forza incisiva sono invece questi altri due siti:
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
We don't eat animals...
L'ho visto nella vetrina per letture per ragazzi di una piccola libreria vicino a casa, una di quelle in cui per me è raro entrare per acquistare un libro perchè non fanno sconti, non posso girare per intere mezz'ore a guardare e sfogliare, perchè ci dovrei andare apposta... Che stupida, sono proprio quelle le librerie da salvaguardare rispetto ai megastore nelle vie del centro e poi magari se diventi un cliente fedele lo sconto te lo fanno lo stesso.. va bè, ci penserò su.
L'occhio mi è caduto sulla grafica, ovviamente, ma poi anche sul titolo: That’s Why We Don’t Eat Animals.
E allora mi sono detta che quando un giorno avrò dei figli insegnerò loro proprio queste cose, a cominciare dal rispetto per la vita soprattutto degli essere più deboli, più piccoli di noi, inermi, come appunto gli animali. Anche per imparare da subito che gli hamburger non nascono nel reparto freezer del supermercato (ma neanche nel bancone immacolato di Eataly eh!!) e che le uova non si trovano solo nelle confezioni di cartoncino giallo o beige...
Consiglio una visitina al sito, spassoso e divertente: wedonteatanimals
Appena uscita oggi* la versione italiana di "V is for vegan", sempre di Ruby Roth, autrice di libri vegani e vegetariani per bambini in tutto il mondo.
Per acquistarlo basta andare su: amazon
*26 marzo 2015.
Appena uscita oggi* la versione italiana di "V is for vegan", sempre di Ruby Roth, autrice di libri vegani e vegetariani per bambini in tutto il mondo.
Per acquistarlo basta andare su: amazon
*26 marzo 2015.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
NEIC
Il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (NEIC) è un comitato scientifico interdisciplinare preposto allo studio degli impatti delle scelte alimentari lungo tutta la catena di produzione e consumo del cibo, relativamente alla salute, all'ambiente, alla società e all'economia. In una parola: l'Ecologia della Nutrizione.
L'obiettivo del NEIC è l'individuazione dei cosiddetti "punti critici" di impatto ambientale in modo da proporre il "minimo" delle modifiche alimentari per ottenere il "massimo" del beneficio.
Questa scelta metodologica deriva da due presupposti:
- la generale e palese difficoltà delle persone a cambiare abitudini alimentari.
- la assoluta necessità planetaria di cambiare le abitudini alimentari delle società tecnologicamente avanzate e le tendenze che si stanno verificando nei paesi in via di sviluppo.
Per raggiungere il suo scopo, il NEIC:
- si avvale di 8 panel scientifici che analizzano gli aspetti più importanti relativi all'impatto delle scelte alimentari sul benessere delle persone, degli animali e del pianeta. In ogni panel, oltre a una breve introduzione, vengono proposti gli articoli più interessanti disponibili sull'argomento a livello internazionale.
- effettua ricerche e studi originali
- mantiene una bibliografia aggiornata sul tema dell'ecologia della nutrizione, per promuovere la divulgazione di queste tematiche
- suggerisce proposte per modificare la situazione.
Fame nel sud del mondo, deforestazione, inquinamento, malattie nel nord del mondo, vita e libertà degli animali negli allevamenti intensivi, sono tutti aspetti delle nostre scelte quotidiane e conseguenze delle nostre abitudini alimentari.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Ricettari online
E ora qualche idea per appagare anche occhi e palato. Sulla rete è pieno di fonti di ispirazione, ma questi siti sono speciali, per me...
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Soffrire"come una bestia". Appunto.
Forse sto esagerando.
Forse mi voglio fare del male.
Ma quanto più guardo queste cose, più mi informo, tanto più vorrei urlare al mondo di smettere di mangiare carne e pesce (specifico, perché in molti mi chiedono ancora "ma non mangi neanche il pesce?!?" ai quali rispondo sempre gelida "anche i pesci sono animali").
Voi che capitate su questa mia pagina, per favore, abbiate il coraggio di guardare questi video. Non fate finta di già sapere, già conoscere, già avere un'opinione, perché non è così.
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Ma che cosa mangiamo?
Da ormai un bel po' di tempo a questa parte presto molta attenzione alla provenienza di ciò che mangio.
Ovvero, quando non lo faccio, è in tutta consapevolezza e lo vivo come una specie di strappo alla regola.
Vorrei invitare a fare altrettanto tutti quelli che, tra gli scaffali straripanti del supermercato, non si pongono questioni. Per abitudine, per fretta, per semplicità.
E' ora di porsi domande, invece: per se stessi, per la propria salute e quella dei propri figli, per considerare il proprio impatto sull'ambiente in cui si vive.
Una goccia nell'oceano, molti pensano. Ma è soltanto con le scelte di consumo, quotidiane e ripetitive, che si determinano i cambiamenti.
Recentemente si è dibattuto molto a proposito dell'origine del tonno in scatola... E ho trovato sorprendenti i risultati di questo studio di Greenpeace:
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
VEG-AMAMI
Questo è un Blog di libera informazione su temi quali:
- la cultura veg(etari)ana,
- il rispetto e la cura degli animali domestici,
- l’antispecismo,
- pratiche per situazioni d’emergenza (ritrovamento di selvatici, pronto soccorso per casi di emergenza: incidenti stradali, avvelenamenti…),
- comunicati ufficiali delle associazioni animaliste più importanti (soprattutto LAV);
e incoraggiare buone pratiche come:
- l’uso di prodotti non testati su animali (cruelty free),
- l’abbandono di oggetti di origine animale (scarpe e altri oggetti in cuoio, piumoni di piuma d’oca, abiti di seta…).
:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::
Wild Chicks
Questo sito nasce per promuovere un metodo di allevamento in cui gli animali possano muoversi liberamente per il cibo, invece di essere confinati in gabbie o recinti angusti e sovraffollati, e soprattutto al chiuso di capannoni.
Compassion in World Farming




