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mercoledì 25 febbraio 2009
city man
Ha lo sguardo limpido e un sorriso aperto.
Dal cappello di lana blu elettrico gli spuntano dei boccoli castani.
Ha la barba lunga ma non incolta.
E' alto e magro, si muove veloce ma senza invadere la pensilina affollata di studenti universitari, signore anziane col cane, uomini diretti al lavoro e distratti dai telefonini e dal traffico.
Se non avesse quel giaccone blu con la pubblicità del quotidiano in distribuzione gratuita alla fermata del tram, lo si potrebbe scambiare per un fotomodello israeliano, con quella faccia intensa e scavata, da gesù cristo, con quegli occhioni che ogni volta penso siano azzurri tanto sono grandi e luminosi.
Non so se quel ragazzo, che tutti i santi giorni feriali distribuisce i giornaletti alla gente distratta, sa di essere così perfettamente bello e di trasmettere un così evidente senso di gioia a chi lo vede, o quanto meno a me, che gli passo davanti alle 9 del mattino e lo guardo per una manciata di secondi attraverso i vetri sporchi del pullman.
A volte sono distratta anche io, dal mio ipod, dal libro di De Luca (che ho ricomprato - cfr. post del 19/02/09), dai miei pensieri accatastati uno sull'altro, e in quei casi mi dispiace aver perso quella splendida vista del mio adorato City-man, perchè mi avrebbe fatto iniziare meglio la giornata.
Penso che se può essere così sereno e sorridente e magnetico lui, distribuendo carta che nessuno realmente desidera, allora devo essere felice anch'io, anche in quel frangente poco ambito che è il tragitto per venire in ufficio...
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