mercoledì 29 aprile 2009

festa e festoni

In effetti quelli, i festoni con la scritta, erano l'unica cosa che mancava. Il resto, alla mia festa di compleanno, c'era proprio tutto: il locale giusto, scelto perchè mi sembrava di essere a casa visto che lo frequento da quando ha aperto, più di dieci anni fa, quando il boom delle enoteche non ci aveva ancora urtati con la sua deflagrazione, il cibo buono e caldo e abbondante e servito con giusto tempismo dal cameriere Giovanni, che in realtà è il sommeiller dal quale feci il primo spassoso corso di degustazione del vino (niente di più lontano dai corsi AIS...), il vino buono, bè no non c'era nessun grand cru, ma il nebbiolo era assolutamente all'altezza dell'informalità della serata, l'atmosfera rilassata e divertita di tutti gli invitati, i regali, gli amici. Persone molto speciali, che ormai fanno parte della mia vita e di tutti i suoi nodi, che sanno sempre stupirmi per l'affetto e la comprensione, ma anche amiche che non mi ricordavo quanto fossero in gamba a fare le gatte morte (forse è per questo che non ne avevo sentito la mancanza negli ultimi quindici anni?) e altre che quasi si auto-invitano e si presentano senza neanche un biglietto di auguri (forse è per questo che trovo sempre un sacco di scuse per non condividerci neanche più una pausa pranzo?), alcuni grandi assenti che in queste occasioni non ci sono mai e ormai non me ne rammarico neanche più. Un po' stordita dalla gran quantità d'alcol, torno a casa all'ora di Cenerentola e ad aspettarmi trovo la mia cagnolina, calda di sonno ma scodinzolante, che mi fa le feste e si arrotola sui piedi per chiedermi di dedicarle l'ultima mezz'ora della giornata con una passeggiata intorno all'isolato, in una serata improvvisamente limpida, che rivela una sottilissima fetta di luna crescente. E vado a letto felice, addormentandomi col sorriso e con quella leggera ebbrezza ancora in corpo.

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