sabato 16 maggio 2009

evocazioni proustiane?

Durante i viaggi l'ipod è la versione tecnologica della copertina di Linus (insieme ovviamente alla moleskine che sopperisce alle lacune di connessione alla rete). Allora lo accendo una sera in cui non prendo sonno, forse a causa del piccolo fuso orario, e lo posiziono in modalità shuffle. Così, improvvisa come una pioggia primaverile (la giornata d'altronde chiama questa metafora), mi invade, percuote e culla una canzone che non sentivo da tempo. Mi trascina con sè, così poco conciliante il sonno, mi shakera bene i pensieri, mi fa tornare immediatamente indietro nel tempo, a quella meravigliosa quanto maledetta festa sul lago. Divertimento, cibo e vino eccelsi, compagnia effervescente. Balliamo all'aperto, tutti elegantissimi e sciolti negli abiti lunghi, nei tacchi, nelle camicie coi gemelli ora slacciati e lasciati nelle giacche abbandonate appese alle sedie in disordine intorno ai tavoli. Balliamo tutti, anche chi di solito resta in piedi ai bordi della pista, forse perchè qui la pista è in realtà una pedana di legno appoggiata sull'erba del prato all'inglese, forse perchè la temperatura è perfetta, forse perchè il dj è uno degli invitati nonchè testimone dello sposo, forse perchè nessuno vorrebbe intaccare quest'atmosfera. Mi ricordo perfettamente ogni cosa, ogni sensazione, ogni sguardo, ogni movenza, dio mio come eravamo belli, ancora ignari di tutto, in quell'attesa di non si sa cosa, a condividere l'ultimo impavido rum e succo di pera (che se il rum è buono è uno schianto!), quando parte la intro di questa canzone di Neffa e la magia prende una terza dimensione e si completa, isolandoci da tutti gli altri e dal giardino con le ortensie intorno, intontiti dagli occhi l'uno dell'altra che non si scollano finchè non finisce questa e le canzoni successive, che però si perdono nella mia memoria come coda sonora della prima. Emozioni così forti possono essere solo evocate da un profumo - di quel bagnoschiuma usato durante un certo weekend, di quel colletto della giacca, di quell'incenso impregnato in quei tappeti, di quei biscotti mangiati durante la prima colazione insieme - oppure da una musica. Appunto. Allora ringrazio di avere i miei cinque sensi sempre così reattivi.

1 commento:

Gibivi ha detto...

Accidenti. Alle ri-letture, ai ri-ascolti, ai ri-cordi.
Molte cose scritte su questo mio stesso blog ora riaffiorano come fili erba dopo la pioggia estiva. E con che potenza e nitidezza.
Uau.

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