Egadi.
Favignana, Marettimo, Levanzo.
Un weekend superbo.
Credo il più bello di quelli finora trascorsi in barca.
Vento perfetto, si va vela per la maggior parte del tempo.
Sole ancora caldo e brillante, una luce obliqua già autunnale ma limpidissima. Mare blublublu.
Ha piovuto solo nella notte tra sabato e domenica: al mattino, già pronti con cerate e scarpe e strati di maglietta maglia e pile, siamo usciti con un cielo azzurro e un vento teso spettacolare.
Lunedì ad un certo punto hanno dato minaccia di burrasca forza 9 (!) su stretto di Sicilia e canale di Sardegna e allora siamo rientrati un po' prima a Trapani, ma è andata benissimo anche così, abbiamo pranzato, dopo un lungo e difficoltoso ormeggio alla lega navale di Trapani, con gli ultimi resti della spesa, gozzovigliando fino alla fine. Intanto il mare si ingrossava, quando siamo venuti via dicono ci fossero lì fuori dal porto una trentina di nodi, oltre a enormi nuvoloni neri in arrivo.
Abbiamo lasciato la Trinacria con un tempo e un mare infami, mentre in aeroporto, con le fronti e le guance ustionate di sole e vento, le sacche a tracolla e il sorriso stampato in faccia, eravamo rilassatissimi ad aspettare il nostro Ryanair puntualmente in ritardo di un'ora.
Ennesima conferma che la barca è un universo stupendo in cui si sta bene, in cui ci si rigenera, in cui ci si sente a proprio agio.
Non vedo l'ora di rimetterci piede (e anima, anzi no, quella è rimasta a bordo).
Intanto leggo il diario di Françoise Moitessier, "60.000 miglia a vela", regalatomi da chi mi conosce molto bene, e mi sembra di poterlo condividere e assecondare e interiorizzare parola per parola. Che bellezza.
Solo la danza, finora, mi aveva regalato emozioni così forti...
...Anche se è di nuovo la Danza, oggi, a rapirmi.
Etichette
africa
amare
ambiente
amicizia
amore
animali
archi
ateismo
Blog
caetanoveloso
cambiamenti
campagna
casa
centromonteadone
Cicatrici
cinema
citazioni
commenti
compleanno
coppie
Corona virus
correre
Covid-19
danza
design
domande
easy
epiteti
fantasmi
farfalle nello stomaco
fatica
festività
forzadivolontà
FTC
ghigliottine
giostre
greenpeace
infanzia
Insonnia
intimità
konmari
lavoro
Libertà
libri
lockdown
madre
maratona
mare
Meglioperderlochetrovarlo
mente
meraviglie
mitologia
moda
montagna
moretti
morte
murakami
musica
natale
natura
neonati
ordine
oroscopo
Pastis
pensieri
poesia
pop
psico
quarantena
quiedora
ricette
ricordi
risposte
rumore
running
sci
scuola
senza
sorprese
teatro
tempo
torinoècasamia
Trasloco
turinmarathon
vacanze
veg
verità
viaggiare
video
vita
giovedì 15 ottobre 2009
Emozioni forti
Egadi.
Favignana, Marettimo, Levanzo.
Un weekend superbo.
Credo il più bello di quelli finora trascorsi in barca.
Vento perfetto, si va vela per la maggior parte del tempo.
Sole ancora caldo e brillante, una luce obliqua già autunnale ma limpidissima. Mare blublublu.
Ha piovuto solo nella notte tra sabato e domenica: al mattino, già pronti con cerate e scarpe e strati di maglietta maglia e pile, siamo usciti con un cielo azzurro e un vento teso spettacolare.
Lunedì ad un certo punto hanno dato minaccia di burrasca forza 9 (!) su stretto di Sicilia e canale di Sardegna e allora siamo rientrati un po' prima a Trapani, ma è andata benissimo anche così, abbiamo pranzato, dopo un lungo e difficoltoso ormeggio alla lega navale di Trapani, con gli ultimi resti della spesa, gozzovigliando fino alla fine. Intanto il mare si ingrossava, quando siamo venuti via dicono ci fossero lì fuori dal porto una trentina di nodi, oltre a enormi nuvoloni neri in arrivo.
Abbiamo lasciato la Trinacria con un tempo e un mare infami, mentre in aeroporto, con le fronti e le guance ustionate di sole e vento, le sacche a tracolla e il sorriso stampato in faccia, eravamo rilassatissimi ad aspettare il nostro Ryanair puntualmente in ritardo di un'ora.
Ennesima conferma che la barca è un universo stupendo in cui si sta bene, in cui ci si rigenera, in cui ci si sente a proprio agio.
Non vedo l'ora di rimetterci piede (e anima, anzi no, quella è rimasta a bordo).
Intanto leggo il diario di Françoise Moitessier, "60.000 miglia a vela", regalatomi da chi mi conosce molto bene, e mi sembra di poterlo condividere e assecondare e interiorizzare parola per parola. Che bellezza.
Solo la danza, finora, mi aveva regalato emozioni così forti...
...Anche se è di nuovo la Danza, oggi, a rapirmi.
Nessun commento:
Posta un commento