venerdì 5 giugno 2009

Eternità

Una perla, questo brano, che a inizio giornata mi ha sollevata da terra, come un po' tutto il libro da cui è tratto.

"Tuttavia la vita ci pare una commedia fantasma. Come strappati da un sogno, ci guardiamo agire e, raggelati nel constatare il dispendio vitale necessario a conservare i nostri requisiti primitivi, ci chiediamo sbigottiti che cosa ne è dell'Arte. D'improvviso, le nostre smorfie frenetiche ci sembravano il colmo dell'insensatezza, la nostra casetta confortevole, frutto di un debito ventennale, una vana usanza barbara, e la nostra posizione nella scala sociale, tanto dura da conquistare e così eternamente precaria, una logora vanità. Riguardo alla nostra discendenza, la contempliamo con occhio nuovo e inorridito perché, senza gli abiti dell'altruismo, l'atto della riproduzione appare profondamente fuori luogo. Restano solo i piaceri sessuali; ma, trascinati nel fiume della miseria primigenia, vacillano come tutto il resto, poiché la ginnastica senza amore non rientra nel quadro delle nostre lezioni imparate a memoria. L'eternità ci sfugge."

da Muriel Barbery, L'eleganza del riccio, Roma 2007, Edizioni e/o.

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