Etichette
africa
amare
ambiente
amicizia
amore
animali
archi
ateismo
Blog
caetanoveloso
cambiamenti
campagna
casa
centromonteadone
Cicatrici
cinema
citazioni
commenti
compleanno
coppie
Corona virus
correre
Covid-19
danza
design
domande
easy
epiteti
fantasmi
farfalle nello stomaco
fatica
festività
forzadivolontà
FTC
ghigliottine
giostre
greenpeace
infanzia
Insonnia
intimità
konmari
lavoro
Libertà
libri
lockdown
madre
maratona
mare
Meglioperderlochetrovarlo
mente
meraviglie
mitologia
moda
montagna
moretti
morte
murakami
musica
natale
natura
neonati
ordine
oroscopo
Pastis
pensieri
poesia
pop
psico
quarantena
quiedora
ricette
ricordi
risposte
rumore
running
sci
scuola
senza
sorprese
teatro
tempo
torinoècasamia
Trasloco
turinmarathon
vacanze
veg
verità
viaggiare
video
vita
giovedì 4 giugno 2009
bolina stretta
Lo stress che ci portavamo come bagaglio a mano si è svelato tutto e subito, in un nodo di preoccupazione e domande senza risposte: due barche stanno tornando indietro, c'è mare grosso, tutti i membri dell'equipaggio stanno male. TUTTI i membri?? Tornano indietro?? Le barche che dovevamo raggiungere stavano raggiungendo noi. E allora? E dove andiamo? E com'è il meteo? E i venti? E il mare?
Il nostro capitano fa decantare lo stress da viaggio, da lavoro, da coda in autostrada. Ci guarda e sorride, placido e sornione, senza darci risposte: credo che sia abituato ad assistere a queste scenette della gentaglia di città (i 'milanesi in mare', come li chiama lui) che riversa la propria sete di natura e di libertà in un singolo week end in barca, concentrandovi tutte le possibili aspettative di relax e di sole, chiedendo di essere risarcito a tutti i costi della pesantezza del vivere in metropoli dense di traffico, pretendendo di godere in santa pace di quel momento perfetto, lontani da tutto e da tutti.
Ci rendiamo conto noi stesse (coniugo democraticamente al femminile: equipaggio di 6 donne su 8, fortunati il capitano e il 7°!) che stavamo esagerando, che stavamo squittendo come criceti sulla ruotina nella gabbia, che a parlare era la voce stressata che pensavamo fosse rimasta a casa. Inspira, espira. Ora si può discutere sul da farsi. E infatti, impavida crew, partiamo per il drittone verso la Corsica.
Comincia così un meraviglioso week end di inizio giugno in barca a vela.
Quella cosa che aspettavo da tempo, che mi sembrava un miraggio solo fino a una settimana fa, che avevo dimenticato quanta energia mi regalasse, che per qualcuno e qualcosa non avevo più potuto e voluto far rientrare nei miei programmi.
E invece siamo a bordo, le sacche buttate nelle cabine, le scarpe già in giro per la dinette, il costume presto addosso.
Potrei raccontare per filo e per segno cosa abbiamo fatto, fare la cronaca di ogni istante condiviso così apertamente con persone fino a 2 ore prima perfette sconosciute, ma lascio all'interno dei miei cassetti della memoria tutti quei fotogrammi divertenti e grotteschi, tesi e rilassati, per ricordare qui solo le facce verdi dopo la traversata, le risate alcoliche alla Saleccia, le fughe dagli 'zerbini', le citazioni da bottana industriale, i fumi della grigliata di carne fatta sotto coperta (e poi ci stupivamo di puzzare tanto!), i 'che cazzo è il tendalinooooo???' sotto un muro di pioggia, i Subsonica ballati in rada tenendoci al boma per smaltire vino e fumo, che soltanto chi c'era può comprendere.
La magia della condivisione.
Ecco come chiamerei questa miscela preziosa.
E guai a me se mi dimenticherò questa sensazione, se nicchierò al prossimo invito, se mi lascerò avvinghiare le caviglie dalla comodità e dall'abitudine.
Essere se stessi senza l'ansia di dover dimostrare che si è davvero in gamba, davvero all'altezza di quello che si sta facendo, davvero al posto giusto con le competenze richieste, davvero 'focused'.
Esserci e basta. E lasciarsi investire da tutto questo senza far resistenza.
Grazie Lucia, AnnaPanna, Francesca, Martina, Davide, Alessandra.
Grazie Capitano Giampietro, dalla pazienza infinita a ripetermi ogni volta qual è la cima della randa e quale la scotta sopravento.
PS ...e poi dicono che le donne a bordo e chi veste di verde porta male... mah..
Nessun commento:
Posta un commento